L’anello dei Frangipane

L’anello dei Frangipane, il cui titolo è evidentemente ricalcato su quello della tetralogia wagneriana L’anello del Nibelungo, è un sofisticato oggetto editoriale. Illustrato da un artista molto amato da Thode, Hans Thoma, fu la sua Kunstnovelle dal maggior successo di pubblico, ricevendo, oltre che una traduzione inglese, numerose ristampe: oggi è uno dei libri meno conosciuti di Thode. Nel sito archive.org sono disponibili le versioni digitalizzate delle edizioni tedesca e inglese del libro (https://archive.org/details/frangipanisring00thod).

Ora bisogna andare al 17 febbraio del 1892. Thode siede nella sala manoscritti della Biblioteca Marciana di Venezia. Viene interrotto dal bibliotecario, il conte Camillo Soranzo, che sottopone all’attenzione dello storico dell’arte un anello di fattura gotica con un’iscrizione in tedesco. Soranzo l’ha ricevuto da due contadini friulani che l’hanno casualmente dissotterrato nel loro campo e, intuendo la raffinatezza dell’oggetto, lo hanno portato a Venezia sperando di ricavarne qualcosa. Thode compera l’anello e, nel tentativo di individuarne il proprietario, si imbatte nella storia di Cristoforo Frangipane e della moglie Apollonia von Lang.

Al tempo in cui, in seguito alla formazione della lega di Cambrai e alla battaglia di Agnadello, i possedimenti veneti sulla terraferma si stavano sfaldando, i Frangipane erano capitani dell’esercito di Massimiliano I. L’imperatore germanico cercava, attraverso il Friuli, un varco in direzione della pianura padana per acquisire un vasto sbocco sull’Adriatico. A questo scopo era necessario espugnare quelle poche piazzeforti friulane ancora in mano alla Serenissima. Nel 1514 l’esercito imperiale cala sul Friuli e durante una battaglia il protagonista di questo romanzo storico, il condottiero famoso per coraggio e crudeltà Cristoforo Frangipane, viene fatto prigioniero dalle truppe venete capitanate da Girolamo Savorgnan, che si preoccupò di consegnare personalmente il  prigioniero al Consiglio dei Dieci della Serenissima. Il Consiglio destinò Frangipane agli appartamenti blindati in Torreselle, all’interno di Palazzo Ducale, ovvero alla prigione destinata agli “ospiti” più potenti. La moglie Apollonia von Lang richiese al Consiglio dei Dieci di condividere con lui la prigionia. La reclusione di Cristoforo durò quattro anni e mezzo, dal 9 giugno 1514 al 4 gennaio 1519, ed è possibile ricostruirla in modo attendibile grazie ai diari di Marin Sanudo. Proprio nei diari di Sanudo, Thode trovò inoltre la prova che l’anello in suo possesso era appartenuto a Frangipane.

L’avventurosa storia di Frangipane -che seguiremo dal trasferimento a Milano, alla fuga rocambolesca dalla prigione, fino alla nuova identità di difensore contro i Turchi-, s’intreccia con le frequentazioni artistiche del condottiero e della sua famiglia. Il fratello della moglie Apollonia era Mattia von Lang, citato nelle corti italiane come «Monsignor Gurcense» perché vescovo di Gurk, governatore d’Italia e potente ambasciatore di Massimiliano I. Il vescovo tedesco – poi elevato alla porpora cardinalizia da Giulio II – viveva come un principe, con un vasto seguito, presenziando in rappresentanza dell’Impero a tutti i maggiori conclavi politici italiani. Matteo Bandello ci racconta dell’incontro fra lui e Leonardo nel cantiere di Santa Maria delle Grazie, davanti al Cenacolo. Conosceva inoltre Albrecht Dürer che lo ritrasse e gli dedicò alcune incisioni. I Frangipane-Lang commissionarono un breviario illustrato –dove sono ritratti Cristoforo e Apollonia-, erano in relazione con Gentile e Giovanni Bellini, con il miniaturista Giulio Clovio, con il pittore Jan van Scorel e forse con Giorgione.

Frangipani's ring (7.9 MiB, 892 downloads)