Milano

Nel caso di  Milano, vista la scarsità di documenti, di richieste di privilegi e di firme (al contrario di quanto avveniva a Venezia), o di strepitose evidenze stilistiche (come nel caso della grafica fiorentina), “non ci restano che le opere” per cercare di orientarci nel misterioso demi-monde dell’illustrazione.

Innanzitutto per ricostruire il DNA di un’illustrazione è fondamentale confrontare opere eseguite su supporti diversi, e nella pratica non è sempre facile: questo vale anche per la realtà editoriale più documentata, quella veneziana. Nel caso di Benedetto Bordon, ad esempio, l’esame comparato fra le xilografie del Polifilo e le miniature di Benedetto Bordon dei Carmina in Amorem di Luciano (un testo oltretutto citato da Francesco Colonna) consente di riconoscere nelle due opere un unico regista, che utilizza la medesima strategia inventiva, narrativa  e stilistica.

I libri illustrati quindi, come del resto avviene per ogni opere d’arte,  non ce la fanno da soli a raccontarci la loro storia misteriosa: nel caso milanese, in particolare, sarebbe importante considerate dal vivo e insieme il maggior numero possibile di opere lombarde realizzate su carta: miniature, bulini, xilografie, in fogli sciolti e all’interno di libri. E naturalmente questi materiali andrebbero poi inseriti all’interno di altre costellazioni artistiche.

Le mie pubblicazioni sull’illustrazione milanese del Rinascimento

Invenzioni e derivazioni nei libri illustrati milanesi del Rinascimento, in L’utilizzo dei modelli seriali nella produzione figurativa lombarda nell’età di Mantegna, Atti del convegno, Milano, Castello Sforzesco, 10-11 giugno 2008, numero monografico della rivista “Rassegna di studi e notizie”, vol. XXXV, anno XXXIX, Milano 2012, pp.149-159

Il libro delle Sorti di Lorenzo Spirito Gualtieri. Con una nota di Susy Marcon, Modena, Franco Cosimo Panini, 2006

 

Cover

Pietro Ferraro, Specchio dell’anima, Milano, Guillerme Le Signerre, 1498

libri illustrati milanesi (1.0 MiB, 368 downloads)